“La Nellie ruotò sull’ancora senza far oscillare le vele, e restò immobile. La marea si era alzata, il vento era quasi caduto e, dovendo ridiscendere il fiume, non ci restava che ormeggiare aspettando il riflusso.
L’estuario del Tamigi si apriva davanti a noi, simile all’imbocco di un interminabile viale. Al largo, il cielo e il mare si univano confondendosi e, nello spazio luminoso, le vele color ruggine delle chiatte che risalivano il fiume lasciandosi trasportare dalla marea, sembravano ferme in rossi sciami di tela tesa tra il luccichio di aste verniciate. Una bruma riposava sulle sponde basse, le cui sagome fuggenti, si perdevano nel mare. L’aria era cupa sopra Gravesend, e più indietro ancora sembrava addensarsi in una desolata oscurità che incombeva sulla più grande, e la più illustre, città del mondo.”
Così inizia Cuore di Tenebra racconto di Joseph Conrad lo scrittore che forse più di ogni altro ha espresso tecnica, avventura e fuga romantica trasmettendo al lettore conoscenze di navigazione e passione verso il mare.
Conrad,nato in Russia in un territorio già appartenente alla Polonia,a Berdicev,attualmente in Ucraina, era figlio unico di Eva e Apollo Korzeniowski, nobile polacco, scrittore, traduttore e attivista politico, conosciuto soprattutto per le tragedie patriottiche e per le traduzioni dall’inglese e dal francese di Shakespeare, Victor Hugo e Charles Dickens. Incoraggiò il figlio a leggere molto in polacco e in francese, consiglio che Conrad seguì alla lettera.
Nel 1861, il padre di Conrad venne arrestato dalle autorità della Russia zarista per aver aiutato ad organizzare ciò che sarebbe diventata la Rivolta di Gennaio del 1863-1864[1] e fu esiliato a Vologda.
La madre, sofferente di tubercolosi, morì nel 1865, il padre iniziò a soffrire di crisi depressiva e religiosa e morì quattro anni più tardi a Cracovia, lasciando Conrad orfano all’età di tredici anni.
Il giovane venne affidato alle cure dello zio materno, Taddeo Bobrowski, che si occupò della sua istruzione. Conrad ebbe problemi di salute e, non riuscendo a concludere gli studi, fu affidato ad un istruttore privato, con il quale fece anche alcuni viaggi. Sviluppò ben presto una vera passione per la vita di mare ma lo zio riteneva che diventare un marinaio sarebbe stato un tradimento nei confronti dei genitori e non assecondò questa sua inclinazione. Nel momento in cui, però, il nipote corse il rischio di essere arruolato nell’esercito zarista, lo zio si prodigò per farlo partire per la Francia. Nel 1874 si presentò a Marsiglia con una lettera di raccomandazione per imbarcarsi su un brigantino diretto in Martinica.
Conrad ebbe una vita avventurosa, fu coinvolto in commercio di armi e cospirazioni politiche, episodi che in seguito descriverà nel suo romanzo The Arrow of Gold (La freccia d’oro), ed ebbe una disastrosa storia d’amore che lo gettò nella disperazione. Il viaggio verso le coste del Venezuela gli fornì materiale per il suo Nostromo. Il primo ufficiale di quel vascello, tale Dominique Cervoni, diventò il modello per la caratterizzazione di tanti marinai protagonisti dei suoi scritti.
Nel 1876 si fermò per alcuni mesi a Parigi e qui condusse una vita da “bohémien”. Nel 1878, dopo aver perso al gioco la sua rendita annua, tentò il suicidio. Messo a tacere questo episodio (lo zio Taddeo fece credere che le ferite fossero causa di un incidente di duello), Conrad prese servizio sulla sua prima nave britannica diretta a Costantinopoli. Fu una svolta per la sua vita: durante i lunghi viaggi che effettuò per la marina britannica, ebbe modo di imparare la lingua e prese familiarità con i classici della letteratura (Byron, Shakespeare, Carlyle, James).
Imparò quindi la lingua inglese piuttosto tardi, intorno ai vent’anni, ma la padroneggiò molto velocemente. Prestò servizio sulle navi mercantili britanniche per sedici anni in totale, con viaggi in Estremo Oriente, Sumatra, dove la nave si incendiò, costringendo il futuro scrittore a passare più di dodici ore su una scialuppa di salvataggio. L’esperienza gli servì da spunto per il breve racconto Youth. Nel 1883 si imbarcò sul Narcissus a Bombay. Da quel viaggio prese ispirazione per il romanzo del 1897 Il negro del “Narciso”. La navigazione nell’arcipelago sud asiatico gli fornì anche materiale per i romanzi Lord Jim e Un reietto delle isole. Nel 1886 ottenne la cittadinanza britannica.
Conrad ebbe sempre, fin dall’infanzia, il desiderio di visitare l’Africa, desiderio realizzato nel 1889 quando pianificò di raggiungere il libero stato del Congo. Diventò capitano di un vascello a vapore diretto in quel paese. Le atrocità delle quali fu testimone e le sue esperienze vissute, non solo furono la materia del suo romanzo più famoso e ambiguo, Cuore di tenebra, ma cristallizzarono la sua visione della natura umana e le sue convinzioni.
Questi aspetti furono in un certo modo influenzati anche dal trauma emotivo del viaggio e dalla malattia cronica che qui contrasse (in Cuore di tenebra, Conrad analizza i mali dell’Imperialismo in Africa che stravolge la realtà delle popolazioni indigene). Durante il viaggio diventò amico di Roger Casement, il cui resoconto dal Congo del 1904 descrive in modo dettagliato gli abusi sofferti dalle popolazioni indigene. La descrizione del viaggio di Marlow, il protagonista del romanzo, lungo il fiume Congo segue lo stesso itinerario di Conrad.
In quel periodo Conrad sviluppò una propria visione disturbata della natura del male. Le esperienze di solitudine nel mare, di corruzione e di mancanza di pietà da parte della natura convergono per formare una coerente e tetra visione del mondo. Isolamento, illusione e la risoluzione senza rimorso delle conseguenze delle debolezze dei personaggi, sono i fili che tengono uniti la maggior parte dei lavori dello scrittore. Il senso di solitudine nella sua vita di esilio trovarono voce nel breve racconto del 1901, Amy Foster.
Nel 1894, all’età di trentasei anni, Conrad lasciò la vita di mare per diventare un autore di lingua inglese. Il suo primo romanzo, La follia di Almayer, ambientato sulla costa orientale del Borneo, fu pubblicato nel 1895. Con il seguente, Un reietto delle isole (1896), gettò le fondamenta per la reputazione di romantico narratore di storie esotiche, un fraintendimento dei suoi scopi che lo avrebbe avvilito e frustrato per il resto della sua carriera.
Nel 1896 sposò la ventiduenne inglese Jessie George, che gli darà due figli, Borys e John.
Il successo finanziario però non arrise a Conrad, anche se una pensione di 100 sterline all’anno gli fece tirare il fiato e i collezionisti iniziarono a comperare i suoi manoscritti. La salute restò precaria per il resto dei suoi giorni ma continuò a lavorare senza sosta.
Nel 1923, l’anno prima della morte, Conrad, che possedeva un blasone ereditario polacco, rifiutò l’offerta di entrare nell’ordine dei cavalieri inglesi (ordine non ereditario).
Joseph Conrad morì il 3 agosto del 1924, per arresto cardiaco. Fu seppellito nel cimitero di Canterbury (Kent, Inghilterra), con il nome di Korzeniowski.
I suoi romanzi Lord Jim, Nostromo, L’agente segreto e Sotto gli occhi dell’occidente sono tutt’ora molto letti ma il suo capolavoro resta il controverso Cuore di tenebra, racconto famoso anche per essere stato l’ispiratore della storia del film di Francis Ford Coppola Apocalypse Now, ambientato nel periodo della guerra del Vietnam.
(da Biografieonline.it)